CM 4 agosto 1997, n. 478 – Progetto lingua straniera nella scuola elementare – Linee indicative per l’anno scolastico 1997-98
Circolare Ministeriale 4 agosto 1997, n. 478
Oggetto: Progetto lingua straniera nella scuola elementare – Linee indicative per l’anno scolastico 1997-98
L’insegnamento delle lingue straniere costituisce, com’è noto, uno degli aspetti più qualificanti e -riguardo alle modalità di attuazione- più problematici dell’organizzazione scolastica in atto nella scuola elementare; tali considerazioni richiedono che anche per il prossimo anno scolastico siano fornite, in aggiunta alle necessarie informazioni, le indicazioni operative più opportune per garantire la coerenza e l’omogeneità degli interventi sull’intero territorio.
Considerazioni di carattere generale
L’attività di monitoraggio curata da questa Direzione generale con la scheda di rilevazione annuale compilata dagli uffici scolastici provinciali ha permesso di verificare una progressiva estensione dell’insegnamento delle lingue straniere che, sul territorio nazionale, raggiunge il 65% delle classi 3e, 4e e 5e, rispetto al 54% dello scorso anno. I livelli di crescita, tuttavia, sono molto differenziati: la diffusione percentuale di tale insegnamento, infatti, raggiunge il 56% al sud, il 65% al centro e supera il 70% al nord.
Sulla base delle risultanze che sono andate emergendo, la Direzione generale ha compiuto, negli ultimi anni, interventi mirati sul piano della formazione, assegnando innanzitutto maggiori finanziamenti alle province nelle quali la percentuale delle classi senza l’insegnamento della lingua straniera era più elevata, ed autorizzando, in ambito
provinciale, lo svolgimento dei corsi nelle sedi più periferiche. E’ nota, infatti, anche dove si
riscontra una buona diffusione della lingua straniera, la presenza di zone più disagiate non ancora raggiunte da tale insegnamento. La possibilità di attivare iniziative di formazione anche nelle sedi più sfavorevolmente dislocate costituisce lo strumento di base, messo a disposizione dall’amministrazione, per favorire una diffusione più equilibrata dell’insegnamento di cui trattasi; la capacità di utilizzare al meglio le possibilità offerte, dipende innanzitutto dalla disponibilità dei docenti a partecipare alle iniziative di formazione e dall’impegno dei direttori didattici nella migliore utilizzazione dei docenti formati.
Progettazione a livello di circolo
Con C.M. n. 444/1996 sono stati evidenziati i compiti e le responsabilità del collegio docenti nella formulazione dei progetti e, con particolare riferimento alla C.M. n. 116/1996 riguardante l’organizzazione didattica, si è sottolineato il ruolo strategico del direttore didattico, quale coordinatore e promotore di condizioni idonee all’attuazione dei progetti stessi. La funzione del direttore didattico, inoltre, assume una importanza fondamentale alla luce delle innovazioni normative introdotte dalla legge finanziaria che danno l’avvio ai processi di autonomia scolastica e flessibilità nell’uso delle risorse.
A tal fine, si ribadisce la necessità che si provveda prioritariamente al coinvolgimento delle classi del secondo ciclo e si fa presente che, a livello provinciale ai fini della eventuale assegnazione di quote di organico, non potranno essere presi in considerazione i progetti nei quali i docenti formati, ivi compresi i vincitori di concorso, non risultino utilizzati in modo efficace. Questi ultimi, avendo superato la prova facoltativa di lingua rappresentano per l’amministrazione una risorsa professionale preziosa che non può essere trascurata. Inoltre, avendo ottenuto, per effetto della legge 9 aprile 1993, n. 114, una maggiorazione di punteggio nella graduatoria generale di merito, sono tenuti a prestare il suddetto insegnamento.
La mancata attivazione dell’insegnamento della lingua straniera o l’eventuale interruzione, costituiscono ragioni di notevole malcontento da parte delle famiglie che, con il passare del tempo si sentono sempre più escluse dal processo di rinnovamento della scuola. Ne consegue che l’azione amministrativa deve essere finalizzata ad una più puntuale risposta alle attese dell’utenza sperimentando anche nuovi modelli organizzativi sulla base delle indicazioni contenute nella C.M. n. 116/1996 del 22 marzo 1996.
Anche la risoluzione n. 8-00018 approvata dalla VII Commissione permanente della Camera, nella seduta del 29 maggio u.s., nell’esprimere un giudizio complessivamente positivo sull’esperienza nata dall’applicazione della legge n. 148/1990, che colloca la scuola elementare italiana ad un livello qualitativo decisamente buono nel confronto con le scuole europee, evidenzia l’esigenza fondamentale di superare alcune rigidità prescrittive nell’organizzazione dei team docenti e nei tempi di insegnamento delle singole discipline. In particolare per quanto riguarda la lingua straniera il documento riconosce che il regime del ricorso ad insegnanti specialisti in carenza di insegnanti del team specializzati in lingua straniera, vada superato nella prospettiva che quell’insegnamento sia ricondotto nell’unica programmazione didattica e non come materia separata dal resto.
In rapporto al numero degli insegnanti formati per ciascun circolo, il collegio dei docenti procederà, nel quadro della programmazione educativa, all’inserimento della lingua straniera in uno degli ambiti disciplinari qualora si utilizzino unicamente gli insegnanti specializzati o alla progettazione di soluzioni organizzative più aperte e flessibili per rendere partecipi dell’esperienza il maggior numero di alunni. Qualora all’interno di uno stesso plesso scolastico, pur avendo sperimentato ogni possibile soluzione, non si possa assicurare l’insegnamento della lingua straniera a tutti gli alunni frequentanti le classi terze, quarte e quinte, la programmazione educativa potrà prevedere l’estensione del progetto fino a comprendere gli alunni che ne resterebbero esclusi, previa acquisizione della disponibilità dei docenti di lingua straniera -specializzati in particolare o specialisti- a prestare servizio in orario eccedente, per tre o sei ore settimanali in applicazione di quanto previsto dall’art. 70 del CCNL del comparto scuola.
Come previsto dalle precedenti comunicazioni, i progetti di circolo saranno acquisiti a cura delle SS.LL. ai fini della organizzazione dell’intera attività di insegnamento linguistico delle province di competenza. A tal fine, con la collaborazione dei gruppi provinciali di lavoro, le SS.LL. medesime verificheranno che nei progetti di istituto le modalità di attuazione siano coerenti con le disposizioni vigenti e, accertata l’esistenza delle condizioni di fattibilità sulla base dei criteri generali concordati in sede di contrattazione decentrata e tenuto conto del numero dei posti di organico, redigeranno il piano relativo all’anno 1997-98 per assicurare la prosecuzione e, ove possibile, lo sviluppo della lingua straniera, con particolare attenzione alle realtà territoriali più deboli.
Con D.I. 15 marzo 1997, n. 178 è stata definita la consistenza degli organici provinciali per il personale docente della scuola elementare che avrà validità per il triennio 1997-98/1999-
2000 e con documento trasmesso il 3 aprile 1997, prot. n. 1255, Div. CI, sono state fornite indicazioni ai provveditori agli studi per procedere, attraverso due fasi distinte, alla definizione degli organici funzionali di circolo i quali rappresentano l’unica risorsa per l’attuazione dei progetti proposti dalle scuole.
Le SS.LL., nelle operazioni di assegnazione di sede provvisoria ai vincitori di concorso, disporranno l’utilizzazione del personale di cui sopra per l’attuazione dei progetti presentati dalle scuole, approvati ed elencati in ordine di priorità, nel rispetto delle procedure suindicate.
Formazione
In considerazione dei tempi necessari perchè diventi operativo l’ingresso dei laureati in Scienze dell’educazione nella scuola elementare, le iniziative di formazione in servizio costituiscono l’unica forma di intervento di cui dispone l’amministrazione per l’ampliamento del profilo professionale degli insegnanti. Peraltro, la formazione per gli insegnanti delle lingue straniere, diversamente dalle altre forme di aggiornamento, risponde ad un preciso obbligo di legge cui l’amministrazione deve fornire adeguata risposta.
Per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal legislatore, è necessario proseguire con maggiore efficacia e determinazione sulla strada del reperimento di nuovi docenti disponibili a frequentare i corsi di formazione linguistica che saranno attivati a partire dal prossimo anno scolastico, coerentemente con le indicazioni fornite dalle precedenti circolari (C.M. n. 217/1994 e C.M. n. 247/1995) e dalla direttiva 28 gennaio 1997, n. 70.
Le SS.LL. sono invitate, pertanto, ad acquisire la disponibilità dei docenti a partecipare alle suddette iniziative ed a formulare proposte per il 1997, individuando le sedi presso cui organizzare i corsi sulla base dei criteri indicati in premessa, ed avvalendosi della collaborazione dei gruppi provinciali per la lingua straniera.
I docenti selezionati per le fasce A (100), B (150), C (300 ore), qualora non raggiungano il numero minimo per l’attivazione di un corso, neanche sommando i componenti di tutte le fasce, possono essere ammessi ai corsi di 500 ore, entro il limite massimo di 25 partecipanti, per il numero di ore relativo alla fascia di appartenenza.
Il numero dei corsi da attivare, con l’indicazione del numero dei docenti partecipanti e delle direzioni didattiche individuate (per i corsi di 500 ore), dovrà pervenire a questo Ministero entro e non oltre il 30 settembre 1997.
Con riferimento a quesiti pervenuti in fase di organizzazione e valutazione delle iniziative di cui trattasi si ritiene opportuno ricordare che:
– ai fini dell’ammissione alle prove di accertamento finale, i docenti dovranno risultare presenti per almeno i tre quarti del monte ore complessivo del corso;
– per l’attribuzione del compenso accessorio previsto dall’art. 43, comma 3, del CCNL del comparto scuola, si dovrà tener conto del fatto che, nell’ambito delle diverse iniziative di aggiornamento, i corsi di formazione linguistica di 500 ore risultano più impegnativi ed onerosi per i docenti.
Percorsi modulari sperimentali
Lo sviluppo delle tecnologie didattiche previsto dalla C.M. 24 aprile 1997, n. 282 secondo il programma quadriennale (1997-2000) che intende dotare tutte le scuole di strumentazione idonea all’uso generalizzato delle tecniche e delle tecnologie multimediali ed attivare una azione generalizzata di formazione rivolta agli insegnanti mediante la creazione di “postazioni” multimediali di lavoro ad essi riservate (progetto Ia), comporta necessariamente una riflessione sul programma di formazione in servizio finora seguito anche per i corsi di aggiornamento destinati agli insegnanti di lingua straniera.
Come è noto, infatti, la realizzazione del progetto Ia prevede che i provveditori agli studi acquisiscano la disponibilità delle scuole a partecipare al programma fin dal primo anno e che il piano di finanziamento tenga conto oltre che di alcuni indicatori di carattere generale, per la scuola elementare in particolare, abbiano priorità:
1) gli istituti comprendivi;
2) le scuole dove sia fortemente radicato l’insegnamento della lingua straniera;
3) le scuole che attuano il progetto Educazione al suono e alla musica.
Ciò premesso, in attesa di disporre della mappa completa delle scuole inserite nel programma di sviluppo delle nuove tecnologie, per il prossimo anno scolastico si proseguirà prioritariamente con le iniziative di formazione secondo le tipologie dei corsi e le modalità di svolgimento finora attuate e con l’avvio, qualora lo studio di fattibilità lo consentisse, di percorsi formativi “modulari” sperimentali di durata annuale.
La formazione modulare si inquadra nell’obiettivo che questa amministrazione persegue come prioritario, di estendere cioè la lingua straniera a tutte le classi del secondo ciclo nel più breve tempo e di realizzare ciò con il rendere più agevole la partecipazione dei docenti alle iniziative di formazione di base (corsi di 500 ore) e di corsi C (300 ore) coinvolgendo il maggior numero possibile di docenti operanti nelle aree a bassa densità abitativa, dove più forte è l’assenza di personale qualificato.
L’ipotesi sottostante ai corsi modulari è di agevolare l’accesso alla formazione sostituendo circa 250 ore di formazione tradizionale con corsi intensivi all’estero di 4 settimane da effettuarsi nei mesi estivi e ricorrendo per le restanti ore di formazione, sia ad attività realizzate con nuove tecnologie, sia ad attività tradizionali.
Le SS.LL. sono invitate, pertanto, con la collaborazione dei gruppi provinciali di lavoro per la lingua straniera, a sondare la disponibilità dei docenti a partecipare a future iniziative che saranno eventualmente avviate in fase sperimentale, non appena questo ufficio disporrà di tutti gli elementi per l’attuazione del progetto che, con successive comunicazioni, sarà illustrato in dettaglio.
Per i docenti interessati ai futuri corsi modulari sperimentali dovranno essere compilate le schede di rilevazione, come da modello allegato, che verranno acquisite dai Provveditorati e messe a disposizione dei gruppi di lavoro provinciali per l’eventuale ulteriore elaborazione dei dati.
Gruppi di lavoro provinciali
I gruppi provinciali già istituiti secondo le indicazioni fornite con la C.M. n. 247/1995, costituiscono uno strumento operativo per guidare e sostenere l’estensione ed il miglioramento costante degli interventi per la lingua straniera nella scuola elementare.
Il passaggio graduale da un’ottica di progetti specifici ad una prassi diffusa, che valorizzi sempre più le componenti culturali la valenza formativa della lingua straniera e connessioni di questo insegnamento con le altre discipline della scuola elementare, sottolinea l’esigenza di ricercare nuove strategie organizzative e nuovi modelli pedagogici.
In tale prospettiva i gruppi provinciali si pongono come luogo di raccordo funzionale tra le scuole, gli uffici provinciali, il gruppo di studio nazionale e la Direzione generale dell’istruzione elementare e come strumenti di servizio e supporto tecnico agli insegnanti di lingua straniera.
Tutti i provveditori agli studi, con esclusione di alcuni uffici di recente costituzione, rispettando le indicazioni della normativa hanno trasmesso a questo ufficio il decreto istitutivo del gruppo ed il piano di lavoro (programma, obiettivi, iniziative, strumenti) previsto per il triennio 96-98.
Le relazioni finora pervenute sull’attività svolta e sugli aspetti problematici individuati nelle singole realtà territoriali consentono di esprimere un giudizio positivo sulla collaborazione offerta anche in condizioni di lavoro non ottimali riguardanti gli orari, le esigenze di spostamenti, la mancanza di strumenti informativi per la comunicazione.
Al fine di incrementare l’efficacia operativa dei gruppi si forniscono alcuni spunti organizzativi desunti dalle esperienze realizzate e dalle relazioni pervenute a questo ufficio.
Con la nota 5 settembre 1995, prot. n. 1678 che si conferma, è stato suggerito il modello di gruppo funzionale costituito da:
– membri stabili con nomina triennale;
– 1 ispettore tecnico;
– 2 o più dirigenti scolastici;
– 3 o più insegnanti con esperienza pluriennale e competenze tecnico-organizzative sperimentate nel settore;
– 1 funzionario dell’ufficio provinciale.
Sulla base di tale indicato modello organizzativo, la cui composizione numerica sarà valutata dalle SS.LL. in ragione della estensione e delle esigenze del territorio, si sottolinea l’opportunità che il gruppo sia improntato ad una flessibilità organizzativa che ottimizzi le risorse e che in esso siano presenti competenze pedagogico-didattiche e competenze amministrative, nonché competenze professionali con esperienze di collaborazione in campo europeo. Per lo svolgimento di attività specifiche e problemi particolari, nel gruppo potranno essere chiamati a collaborare in modo saltuario e
temporaneo, per obiettivi definiti, altri soggetti provenienti dal mondo scolastico o da settori della ricerca e formazione (università, CEDE, IRRSAE, …).
Funzioni
A fianco degli impegni fino ad ora svolti di promozione dei progetti e di formazione del personale docente, i gruppi sono chiamati ad avviare attività di monitoraggio sulle modalità di attuazione e sviluppo della lingua nel territorio provinciale, evidenziando problemi e proposte sia in sede locale che nazionale con un particolare riguardo agli effetti connessi all’attuazione dell’organico funzionale di circolo.
Lo sviluppo della dimensione europea dell’educazione e la crescita delle opportunità per insegnanti e scuole di attivare progetti di cooperazione con l’UE rende utile l’assunzione presso i gruppi provinciali di iniziative di sviluppo, coordinamento e documentazione di tali progetti da attuarsi anche con la consulenza del gruppo nazionale.
Il monitoraggio, attivato anche con il supporto del gruppo nazionale che fornirà strumenti e ipotesi di lavoro, potrà costituire una base di ricerca e di documentazione sui risultati quantitativi e sugli standard qualitativi nelle scuole nonché sui progetti innovativi realizzati.
Gli esiti del monitoraggio costituiranno per la Direzione generale materiale per una conoscenza approfondita delle questioni attinenti la lingua straniera e al tempo stesso uno strumento da socializzare in incontri di aggiornamento e giornate di studio a livello territoriale rivolte a tutto il personale docente di scuola elementare e media nell’ottica della continuità.
Tale obiettivo richiama una collaborazione costante con le unità di servizio e le commissioni tecniche per l’aggiornamento istituite presso i Provveditorati.
Programmi di attività
Ai fini del raggiungimento di obiettivi concreti e compatibili con lo stato della lingua straniera nelle varie realtà è opportuno che i gruppi, sulle materie delineate, elaborino un concreto programma di lavoro scandito cronologicamente con gli obiettivi prioritari e le azioni possibili da realizzare anche con il concorso di altri mezzi e risorse presenti all’interno dell’amministrazione scolastica.
Per la realizzazione dei programmi di attività questa Direzione generale provvederà, anche per il prossimo anno scolastico, ad accreditare sul cap. 1622 del bilancio la somma di £.
3.000.000 per l’acquisto di strumenti e materiale indispensabili per il funzionamento del gruppo di lavoro. A tal fine, i coordinatori avranno cura di segnalare agli uffici scolastici provinciali le loro esigenze.
Monitoraggio a livello nazionale
Come negli anni scorsi, in allegato alla presente comunicazione si trasmette la scheda da compilare a cura delle SS.LL. per la rilevazione dei dati relativi all’ulteriore sviluppo della lingua straniera realizzato nelle rispettive province, con preghiera di restituzione all’ufficio scrivente entro il 30 settembre 1997.
Per opportuna conoscenza si trasmette anche il prospetto relativi alla elaborazione dei dati provinciali riferiti al corrente anno scolastico e per eventuali chiarimenti in merito si segnalano i seguenti numero telefonici: 06/5849/2633.2607.3418.
Si raccomanda la tempestività delle comunicazioni anche via fax al n. 06/58493416.
Si confida nell’impegno e nella collaborazione delle SS.LL. nonché degli operatori della scuola alla cui conoscenza sarà portata la presente comunicazione.
Insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare- Anno scolastico 1997/98